DVM SPIRO “MMXIX – In Frigidvm Lectvm” (TRACK BY TRACK)

TRACK BY TRACK (English version below)

I nostri temi base sono amore e morte, passione e istinto. Per potersi erigere attraverso musica, parole e immagini oltre le consapevolezze inevitabili di quel lasso di tempo indefinito e personale. Oltre lo sbiadimento generico interno ed esterno. Perche’ tutti si piange il proprio futuro, prima o poi, al di la’ del nulla.

– Infida Metamorfosi: Il brano tratta dei precetti precostituiti dell’uomo, usando come casus la religione, fenomeno uniformante di deformita’ culturali e desideri irrisolti. Quasi ad universalizzare il tema, si parte con iniziali melodie arabeggianti miscelate ad uno stile musicale piu’ occidentale e meno dissonante. Stile che si concretizza con l’ingresso delle sonorità in distorsione, le quali si aprono successivamente con serrata rabbia, contrapponendo il male come fenomeno meno ambiguo, fondamento di dubbio necessario. In seguito l’assolo risolve l’affermazione del se’, libero da imposizioni culturali. La meditazione razionale sfumera’ verso la scienza, che, senza assoluti, sfiorera’ l’immortalita’ insieme con i precetti, come trasformazione biologica. Senza pretesa di comprensione, ogni metamorfosi potra’ essere equilibrata. Potere ed equilibrio risiedono nel non averne necessita’.

– Ermetica Discesa: Abbiamo voluto rappresentare i momenti in cui la mente riconosce se stessa e parte dalla sua stessa scoperta. Un viaggio verso le proprie profondita’, un abisso di introspezione e conseguente risalita nel riconoscimento del se’. Il pezzo alterna momenti di statica e silente meditazione tramite movimenti lenti e aggressivi, proponendo questo ritmo di ricerca personale in testo e musica. Si arriva a sospendersi, come dentro l’acqua, in ponderazione delle proprie risposte interiori. L’epilogo giunge con la risalita verso il mondo esterno e il malinconico addio a cio’ che si e’ dimenticato. E ritrovato.

– Dolce: Brano scritto nella prima meta’ del 1700 dal compositore tedesco Georg Philipp Telemann, autore estremamente versatile, una sorta di David Bowie di trecento anni fa. Il brano fa parte di quattro composizioni pensate per un’esecuzione intima e casalinga, che richiedevano la presenza di una viola da gamba e uno strumento in grado di fornire una linea di basso continuo (di solito un clavicembalo). Abbiamo cercato di trasferire il senso di questa intimita’ ai tempi moderni, la viola da gamba rimane intatta, al basso e chitarra ritmica e’ attribuita la parte di basso continuo. La chitarra solista canta piu’ modernamente insieme alla viola da gamba. Tale intento si completa con il testo che abbiamo scritto per questo brano: il ricordo di un solo, infinito attimo che e’ piu’ della nostra vita. La completezza dell’anima, senza regole di percezione.

– Sinfonia Triste: E’ il tempo che trascorre, il disfacimento ineluttabile di mente, corpo, anima. La ribellione istintiva alla bellezza che sfiorisce, alla perfezione che abbandona. E tutto invecchia, senza rimedio, anche i ricordi. Dal punto di vista musicale e’ triste essendo in tonalita’ minore, ed e’ una sinfonia perche’ consta di quattro diversi movimenti dove il secondo, seguendo i canoni classici, e’ un lento. Al posto del classico minuetto, come terzo movimento abbiamo un tempo incalzante che richiama il batticuore ansioso dell’antica danza. In chiusura, un movimento ritmato e maestoso, a nostro parere corrispettivo moderno dell’antico rondò, che rappresenta la partecipazione consapevole al gioco della vita e della morte.

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(English version)

Our basic themes are love and death, passion and instinct. To be able to erect through music, words and images beyond the inevitable awareness of that indefinite and personal time frame. Beyond the internal and external generic fading. Because everybody mourns their future, sooner or later, beyond nothing.

– Infida Metamorfosi (Untrustworthy Metamorphosis): The track deals about the preconstituted precepts of man, using religion as a casus, an uniforming phenomenon of cultural deformities and unresolved desires. As if to universalize the theme, we start with initial Arabic melodies mixed with a more western and less dissonant musical style. A style that is realized with the entry of distortion sounds, which open later with intense anger, contrasting evil as a less ambiguous phenomenon, a foundation of necessary doubt. Later the solo solves the affirmation of self, free from cultural impositions. Rational meditation will fade towards science, which, without absolutes, will touch immortality together with the precepts, as a biological transformation. Without any pretense of understanding, every metamorphosis can be balanced. Power and balance lie in having no need for it.

Ermetica Discesa (Hermetic Descent): We wanted to represent the moments in which the mind recognizes itself and starts from its own discovery. A journey towards one’s own depths, an abyss of introspection and subsequent ascent in the recognition of self. The piece alternates moments of static and silent meditation through slow and aggressive movements, proposing this rhythm of personal research in text and music. One arrives at suspending oneself, as in the water, in pondering one’s inner responses. The epilogue comes with the ascent to the outside world and the melancholy goodbye to what has been forgotten. And found again.

– Dolce (Sweet): Song written in the first half of the 1700s by the German composer Georg Philipp Telemann, an extremely versatile author, a sort of David Bowie of three hundred years ago. The piece is part of four compositions designed for an intimate and homely performance, which required the presence of a viola da gamba and an instrument capable of providing a continuo bass line (usually a harpsichord). We have tried to transfer the sense of this intimacy to modern times, the viola da gamba remains intact, on the bass and rhythm guitar the continuous bass part is attributed. The lead guitar sings more modernly together with the viola da gamba. This intent is completed with the text we have written for this passage: the memory of a single, infinite moment that is more than our life. The completeness of the soul, without rules of perception.

– Sinfonia Triste (Sad Symphony): It is the time that passes, the inevitable breakup of mind, body, soul. The instinctive rebellion to the beauty that fades, to the perfection that abandons. And all memories get old, without remedy. From the musical point of view it is sad being in a minor key, and it is a symphony because it consists of four different movements where the second, following the classical canons, is a slow one. Instead of the classic minuet, as a third movement we have a pressing time that recalls the anxious heartbeat of ancient dance. In closing, a rhythmic and majestic movement, in our opinion modern counterpart of the ancient rondo, which represents the conscious participation in the game of life and death.

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